Ultima modifica: 26 Febbraio 2016
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Uno striscione per Giulio Regeni

La sera del 25 gennaio 2016 Giulio Regeni viene barbaramente assassinato a Il Cairo, In Egitto, in circostanze ancora da chiarire. Non si sa con certezza chi l’abbia ucciso e perché.

La sua vicenda ci ha riempito di dolore. E ci ha sorpreso, quasi disorientato nel suo manifestarsi, dove la sorpresa e il disorientamento riflettono il nostro strisciante pessimismo su qualcosa che si ritiene poco probabile o addirittura impossibile: la capacità di un giovane a compiere, oggi, scelte coraggiose, con in testa un’ideale, al servizio di cause nobili, istintivamente a fianco dei deboli, anche da solo e in luoghi lontani da casa, con una passione e una spirito di sacrificio che ricordano quello degli eroi romantici.

Ma Giulio era innanzitutto un giovane uomo, un viaggiatore, un cittadino del mondo. Aveva fatto dello studio e del sapere le armi per migliorare se stesso e per cercare di migliorare la vita degli altri. Era un ricercatore: “Credeva nella ricerca come emancipazione dell’uomo e della donna”, ricorda sua madre sulle pagine di Repubblica.

Per questo e per non permettere che il suo omicidio finisca nell’oblio, l’Istituto Comprensivo Nord decide di aderire alla campagna lanciata da Amnesty International, al pari di tanti enti locali, comuni, università e altri luoghi di cultura. Uno striscione verrà appeso all’ingresso della sede con quattro semplici parole: “Verità per Giulio Regeni”.

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